Nasce Italia Unica. Un partito nuovo, non un nuovo partito

Roma, 31 gennaio 2015 – Il progetto politico di Italia Unica, lanciato a febbraio 2014 da Corrado Passera si è trasformato oggi, con l’assemblea fondativa, in una forza politica che vuole essere un partito nuovo e non un nuovo partito. Un soggetto politico che parte da subito valorizzando le sue fondamenta sul territorio.

“Siamo popolari moderni, liberali e riformisti radicali, alternativi a Renzi, al suo populismo, e a quelli di Grillo, Salvini e Berlusconi”. È il giudizio sul quadro politico che Corrado Passera – eletto per acclamazione presidente di Italia Unica dai circa 300 delegati territoriali e fondatori – consegna nel suo discorso conclusivo davanti a una platea di quasi tremila persone tra tesserati e simpatizzanti riuniti a Roma all’Hotel Rome Cavalieri.

Lelio Alfonso, coordinatore nazionale di Italia Unica, ha aperto la fase pubblica dell’assemblea, descrivendo la struttura organizzativa del partito, modellato sulle necessità del territorio: “Intendiamo confrontarci ogni giorno con il territorio, perché è il territorio a vivere concretamente le esigenze dei cittadini”. Sono saliti, quindi, sul palco i membri di tre “porte” di Italia Unica, quella della Calabria, composta da sole donne; di Milano, dove militano moltissimi giovani under 30 e la porta di Massa Carrara, guidata dal consigliere comunale Stefano Caruso, insieme ai responsabili dello sviluppo territoriale, Nello Aliberti, Giorgio Guerrini, Nico Pannoli e Daniele Rippa, che in pochi mesi hanno aperto più di 150 “porte” in tutte le regioni italiane. La centralità del territorio nella politica e nel programma di Italia Unica è stato ribadito dalla presenza sul palco di oltre 80 sindaci di piccole e medie realtà che, insieme ad altri primi cittadini hanno mostrato interesse verso il partito guidato da Passera. L’economista Nicola Rossi, presidente dell’Istituto Bruno Leoni, nel suo intervento sul quadro economico italiano, criticando il giudizio di Renzi secondo cui le famiglie italiane si stanno arricchendo, ha dichiarato che “la competenza è importante e in alcuni casi anche utile”. 

Il responsabile del programma di Italia Unica, Luca Bolognini ha lanciato le prime tre “campagne mobilitanti” su fisco, imprese e famiglia; le prime tre battaglie “rivoluzionarie” con cui il partito si presenta agli italiani e sulle quali si inizia, in tutto il paese, la raccolta delle firme.

Corrado Passera ha poi concluso i lavori dell’assemblea con un discorso in cui ha annunciato quali sono i valori fondati di Italia Unica: “L’onestà e il senso di responsabilità individuale, la libertà e la legalità, il rispetto della competenza e del merito, la trasparenza e la solidarietà”.

“Voglio dire una cosa chiara – ha spiegato Passera – il problema fondamentale del nostro Paese non è l’economia e nemmeno la società. Il nostro problema principale è la politica. E proprio per questo c’è bisogno di un partito nuovo!”.

“L’insieme dei cambiamenti – ha continuato Passera – che Italia Unica propone per risanare e rilanciare il Paese costituisce una vera e propria rivoluzione. Una rivoluzione non “contro” ma “insieme” perché siamo convinti che il consenso che possiamo raccogliere su moltissime delle proposte possa essere molto largo. Noi “rivoluzionari insieme” di questa “rivoluzione possibile” saremo più forti dei nemici del cambiamento, dei quattro populismi che stanno distruggendo il nostro Paese. Per tutte queste ragioni oggi c’è bisogno di un partito “nuovo” che serva il nostro Paese e non si limiti a servirsene come fanno quasi tutti gli altri. Siamo contrari al Partito Unico, l’Italia ha bisogno di alternanza e alternative. Al nostro Paese che si sta fermando Italia Unica dice: rimettiamoci a correre! Abbiamo un progetto forte e ambizioso, l’abbiamo messo a disposizione di chi è interessato aprendo un cantiere politico in cui tutti possono contribuire. Albert Einstein ci ricorda che esiste una forza più forte del vapore, dell’elettricità e dell’energia atomica: la volontà. Noi di Italia Unica abbiamo questa volontà che è racchiusa nel “Io siamo”. Da oggi “Io siamo” diventa “Ci siamo”.

 

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