Intervento di Lelio Alfonso, coordinatore nazionale Italia Unica

Amiche e amici di Italia Unica, benvenuti!

Siamo arrivati a questa giornata con l’emozione di chi intende dedicare d’ora in avanti i propri sforzi alla politica. Un’emozione che si carica ancora di più di passione, vedendo quanti siamo qui oggi e già immaginando quanti saremo da domani.

Questa mattina è nata Italia Unica. Un momento intenso, permettetemi di dire storico, condiviso con i fondatori giunti da ogni parte d’Italia e che rappresentano l’Assemblea Nazionale. A tutti loro va il nostro primo grazie.
Salutiamo le autorità, delegazioni dei partiti, i rappresentanti delle ambasciate, delle associazioni, i tanti ospiti che hanno voluto accompagnare oggi questa giornata così importante. Non immaginavamo di essere così in tanti, qui, oggi.
Siamo orgogliosi di essere parte di questo progetto. Siamo orgogliosi di aver fondato non un nuovo partito, ma un partito nuovo. E siamo davvero felici di aver acclamato come Presidente di Italia Unica una persona straordinaria come Corrado Passera!

E’ una giornata di festa, una giornata speciale. Lo è per Italia Unica come lo è per le nostre istituzioni. Abbiamo un nuovo Capo dello Stato, chiamato a garante della Costituzione e del Paese. Vi chiedo dunque un applauso per Sergio Mattarella.
Il suo ruolo è il più alto, il suo compito è il più difficile. Scelto solo da una parte dei Grandi Elettori deve essere invece il Presidente di tutti. E se il metodo che lo ha portato al Colle non è da noi condiviso, siamo e saremo rispettosi della sua figura.
Un 31 gennaio davvero Unico, dunque, come Unica è la nostra sfida. Abbiamo iniziato con i saluti e gli applausi “ai due Presidenti”, ma la giornata speciale è per tutti coloro che hanno reso possibile un sogno neppure immaginabile un anno fa.

Era il 23 febbraio – ricordate? – quando Corrado annunciò le proposte shock per rilanciare il Paese: 400 miliardi e più, una sferzata necessaria che il governo Renzi, appena insediatosi, ha testardamente snobbato e, quando ha copiato, ha copiato male.

In giugno, il 14 giugno, ci siamo ritrovati sempre a Roma per l’apertura del cantiere. Oggi quel cantiere è un edificio solido, luminoso, ben disegnato. Le fondamenta sono i valori, il codice etico, il programma. Ma ad averlo costruito siete stati voi!

In meno di un anno, dunque, un sogno è diventato realtà, una associazione si è fatta partito, un gruppo di persone è diventato una rete di oltre 150 Porte territoriali diffuse in tutte le regioni d’Italia.
In una fase di diffidenza e rifiuto della politica, veder sorgere così tanti luoghi aperti di dialogo e proposta è stato fantastico. Grazie alle 100 tappe del tour per arricchire il programma e la presentazione di “Io Siamo”, siamo diventati tantissimi.
Questo lungo percorso lo abbiamo fatto con entusiasmo, certo anche con fatica, ma con la crescente consapevolezza che ne valesse davvero la pena. Vedere stamani registrarsi i delegati di tutta Italia è stata più che una soddisfazione.

L’Assemblea Nazionale, composta dai Fondatori e dai Delegati delle nostre magnifiche porte territoriali, ci ha regalato poche ore fa il calore e l’abbraccio che da oggi saranno l’energia per fare la differenza rispetto alla vecchia politica.

Siamo in tanti, oggi, e siamo in tanti anche ad aver deciso – molti per la prima volta nella vita – di prendere una tessera di partito. Prima ancora che nascesse, e la cosa davvero emoziona, ben in tremila hanno chiesto la propria tessera, il proprio logo Unico.
Non è solo una simbologia. La tessera personalizzata grazie all’algoritmo che realizza un logo non replicabile dà pienamente il senso della pluralità unica di chi fa parte di questa sfida. Queste tessere devono diventare decine di migliaia. E lo diventeranno.

Ora che il Partito, scusate il bisticcio, è partito, ci aspetta la grande sfida di farci conoscere ancor di più, di spiegare le nostre proposte – oggi ascolterete le prime su cui ci mobiliteremo – di far capire quanto diversi siamo rispetto agli altri partiti.

Dicono che fare politica sia un modo per avere potere, per farsi gli affari propri, per guadagnare soldi e consenso senza fatica. Luoghi comuni certo, che però i politici di professione hanno trasformato negli ultimi decenni in molto più che un sospetto.
Scandali, comportamenti arroganti, disinteresse per la cosa pubblica. Come potersi attendere stima e fiducia da parte dei cittadini? Eppure la politica è una cosa straordinaria. Perché racchiude opportunità, valori, occasioni di dare e non pretendere.
Per questo Corrado ha voluto che Italia Unica fosse un partito. Con uno Statuto e un Codice Etico che sono tanto rigorosi quanto innovativi, perché coniugano regole forti e una grande apertura verso la responsabilizzazione dei singoli.

In molti hanno ironizzato sul partitino che cerca spazio per chissà quale scopo. Fino ad oggi abbiamo risposto con le parole, da oggi lo facciamo con i nostri volti. E’ questa platea la forza del nostro progetto, sono le nostre persone, le nostre idee.

Chi oggi può permettersi di creare un partito plurale, senza capibastone o filtri intermedi, dove le Porte si autogestiscono, si autoorganizzano, scelgono le proposte da portare all’attenzione del territorio?
Chi oggi può permettersi di affidare alle Porte l’individuazione dei propri coordinatori provinciali senza che ci sia una supervisione regionale, perché crediamo profondamente che il rapporto con il centro deve essere il più facile possibile?
Chi oggi può permettersi di affidare all’Assemblea Nazionale il 60% dei voti e inserire nello Statuto una norma che porterà questa maggioranza all’80 per cento nel giro di cinque anni, rafforzando ulteriormente il senso territoriale del partito?
Chi, infine, oggi può dire alle proprie Porte: diteci dove ritenete che si possa essere vincenti e convincenti alle comunali, proponeteci idee e programmi, aiutateci a confrontarci con il civismo e con le persone protagoniste per merito e competenza?

Noi vogliamo scommettere sul territorio, perché è il territorio che vive ogni giorno, concretamente, le necessità e i bisogni del cittadino e può produrre proposte e idee concrete per tutto il Paese.

Il dirigismo centralista è una pagina della politica che non ci rappresenta. Per questo, negli ultimi mesi, abbiamo preso contatto con i sindaci italiani, avviando con oltre 200 di essi una fase di dialogo e confronto.

Un grazie particolare va dunque a loro, e soprattutto ai quasi 100 che oggi sono qui a testimoniare questo dialogo. Ascolteremo le loro voci, le loro idee, in questo pomeriggio per noi tanto importante.

Italia Unica non vuole essere un Partito oligarchico che sfrutta la base per costruire potere. Ma un Partito che vive e cresce nella base e per la base. Senza tutti voi, oggi, non potremmo essere qui a cominciare il nostro viaggio.
Per questo intendiamo sviluppare il nostro Partito come una rete, virtuale e materiale, di idee, proposte e persone. Una rete attraverso la quale, con il web, con le porte e i gruppi tematici, coagulare le proposte in un modo realmente nuovo.

Non ci sentiamo diversi, siamo diversi. Perché le nostre vite professionali non sono state vissute grazie alla politica, ma alla politica teniamo eccome. Perché, soprattutto, è giusto saper anche mettere a disposizione i propri talenti, saper restituire.

La logica di questo partito, che Corrado vi spiegherà meglio al termine di questo intenso pomeriggio, è di apertura alle idee, alle collaborazioni, alle condivisioni. Ma è chiusa a compromessi, fusioni o alleanze con chi, semplicemente, deve cedere il passo.

Non è arroganza – di quella ce ne è anche troppa in giro -, è ambizione. Ambizione di sapere cosa serve per cambiare realmente verso, per spazzare la paura attraverso la costruzione di un percorso nuovamente fiduciario tra cittadini e politica.

Oggi si vive di selfie e di slide, si twitta invece di dialogare, si insulta invece di parlare. Ti metti una felpa e diventi un leader, mandi tutti a quel paese e ti credi un capopopolo. Ma non è solo questione di stile. E’ soprattutto una questione di sostanza.

La sostanza sta nel progetto, nel programma, nella leadership di Corrado, in una squadra che non è divisa per correnti, ma per competenze e aree di interesse tematico e territoriale. Ed è soprattutto nel fatto che ognuno può concorrere.
Molte delle persone che sono state invitate a far parte dei fondatori o della Direzione non se lo aspettavano. Ma il grande sforzo espresso in questi mesi, la disponibilità mostrata andavano premiate concretamente!
Molte delle nostre Porte sono nate attraverso segnalazioni via mail, contatti spontanei, con la creazione di network tra persone che non si conoscevano. Oggi sono realtà vitali, compatte. Questa è la nostra più grande soddisfazione.

Con lo Start Up Team, i 100 Unici, i co-moderatori dei gruppi tematici, le Porte, siamo dunque giunti a uno straordinario risultato. Per questo ci sentiamo pronti, anche se è solo l’inizio del nostro cammino, ad essere tra i protagonisti della politica.

25 secoli fa, Pericle così spiegava agli ateniesi il senso della politica: “Qui ad Atene noi facciamo così: qui il nostro governo favorisce i molti, invece dei pochi, e per questo viene chiamato democrazia. Qui ad Atene noi facciamo così: quando un cittadino si distingue, allora esso sarà a preferenza di altri chiamato a servire lo Stato, non come un atto di privilegio, ma come una ricompensa al merito… E ancora: Qui ad Atene noi facciamo così: un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile, e benché in pochi siano in grado di dar vita a una politica, beh, tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla. Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia. Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore”.

Anche dopo così tanto tempo, parole come queste ci emozionano e ci chiamano all’azione.
Per questo siamo e saremo un partito politico.
Un partito nuovo.
Un partito vero.

Viva Italia Unica!