Codice Etico di Italia Unica

Premessa
Il Codice Etico di un Partito è un impegno importante al pari della condivisione dei valori identitari e dello Statuto. E’ la regola prima per avvicinarsi, con spirito di servizio, alla più alta forma di democrazia, la rappresentanza degli interessi della comunità. Per questo, noi di Italia Unica sottoscriviamo questi dieci articoli, frutto di una visione nuova della politica ma ancorata a comportamenti che troppo spesso vengono dimenticati o scavalcati. Passa da qui, principalmente da qui, il nostro modo di intendere il nostro impegno.

Articolo 1 – Valori e ideali
Italia Unica è un Partito politico partecipativo, popolare e liberaldemocratico, fondato sul merito solidale e sui principi della Costituzione Italiana, ispirato ai valori dell’integrazione europea quali la dignità della persona, la libertà, la responsabilità, l’eguaglianza, la trasparenza, la competenza, la giustizia, la legalità e la sussidiarietà.

Articolo 2 – Carta d’Identità di Italia Unica
E’ parte integrante di questo Codice Etico la Carta d’Identità di Italia Unica, pubblicata sul sito http://www.italiaunica.it/carta-di-identita/ [ALLEGATO 1]

Articolo 3 – Requisiti di onorabilità degli Iscritti
Italia Unica intende preservare l’onestà dei propri aderenti e della propria struttura associativa, al contempo rispettando fino in fondo il principio garantista liberale della presunzione di innocenza. Per tali ragioni, abbiamo individuato come parametri quelli previsti dal vigente “Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi”.
Non possono essere Iscritti dell’Associazione, e decadono automaticamente se si verifica tale condizione, i soggetti che rientrino tra coloro nei cui confronti il tribunale ha applicato, con provvedimento definitivo, una misura di prevenzione, in quanto indiziati di appartenere ad una delle associazioni di cui all’articolo 4, comma 1, lettera a) e b) del Decreto Legislativo 6 settembre 2011, n. 159 [vedasi ALLEGATO 2] o che rientrino in una delle situazioni di incandidabilità previste dall’articolo 1 del Decreto Legislativo 31 dicembre 2012, n. 235ovverosia:
– a) aver riportato condanne definitive a pene superiori a due anni di reclusione per i delitti, consumati o tentati, previsti dall’articolo 51, commi 3-bis e 3-quater, del codice di procedura penale [vedasi ALLEGATO 2];
– b) aver riportato condanne definitive a pene superiori a due anni di reclusione per i delitti, consumati o tentati, previsti nel libro II, titolo II, capo I, del codice penale (delitti dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione) [vedasi ALLEGATO 2];
– c) aver riportato condanne definitive a pene superiori a due anni di reclusione, per delitti non colposi, consumati o tentati, per i quali sia prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni, determinata ai sensi dell’articolo 278 del codice di procedura penale.
Al fine di valutare il possesso dei requisiti etici, al momento della domanda di iscrizione, tutti i richiedenti sono tenuti a specificare le condanne definitive e non definitive anche a pena patteggiata, nonché i carichi pendenti, mediante autocertificazione.

Articolo 4 – Requisiti di onorabilità degli Iscritti diversi dalle persone fisiche
Non possono ottenere l’iscrizione come Iscritti Affiliati quegli enti nei cui confronti sia stata disposta l’interdizione definitiva ai sensi dell’art. 16 D.lgs. n. 231/2001, cioè la sanzione più grave prevista dalla normativa in materia di responsabilità amministrativa da reato a carico degli enti diversi dalle persone fisiche.

Articolo 5 – Conflitti di interessi
Tutti gli Iscritti di Italia Unica si impegnano a non assumere incarichi nel Partito e/o in ruoli istituzionali e/o per funzioni pubbliche che possano risultare in oggettivo conflitto con interessi personali propri o del coniuge o di propri genitori, figli e fratelli o relativi coniugi. Ogni Iscritto è tenuto ad autocertificare per iscritto alla Direzione Nazionale di Italia Unica l’assenza di tali conflitti di interessi, prima di accettare incarichi o candidature. Gli Iscritti che ricoprano incarichi devono astenersi dal prendere decisioni che possano beneficiare la loro persona e/o eventuali familiari o congiunti. Chi ricopra posizioni di Governo nazionale o assuma cariche politiche e/o sia in un ruolo di comando in una istituzione pubblica non può svolgere le funzioni di tesoriere all’interno del Partito.

Articolo 6 – Pagamento delle quote di iscrizione
Ogni Iscritto deve pagare la sua quota di iscrizione personalmente. Non sono ammesse “sponsorizzazioni individuali” o pagamenti di quote di iscrizione per conto di terzi.

Articolo 7 – Criteri di selezione delle candidature
L’integrità personale è il requisito di base per l’appartenenza al Partito e per ogni candidatura. Le qualificazioni personali e professionali hanno sempre la precedenza su anzianità di Partito o legami con membri dello stesso, nella valutazione e selezione delle candidature a cariche elettive.

Articolo 8 – Differenze di opinioni e comunicazione esterna
Sia a livello locale sia a livello nazionale le posizioni ufficiali possono essere espresse per conto del Partito solo dagli organi preposti come da Statuto. E’ fatto obbligo a ciascun Iscritto, ove volesse manifestare all’esterno posizioni diverse da quelle ufficiali del Partito, di esplicitare la natura personale delle proprie dichiarazioni.

Articolo 9 – Distinzione tra attività pubbliche e attività politiche
Vi deve essere una distinzione netta tra le attività/competenze connesse allo svolgimento di funzioni pubbliche/istituzionali e quelle svolte invece a nome del Partito (attività politiche); si richiede la massima trasparenza e chiarezza nello svolgere attività pubbliche/istituzionali (ad esempio in veste di Parlamentare) e attività politiche (ad esempio coinvolgimento durante le campagne elettorali).
Gli Iscritti che ricoprano cariche pubbliche, i responsabili politici e tutti i funzionari di Partito hanno l’obbligo di osservare il massimo rigore etico-morale nello svolgimento delle loro mansioni e di astenersi da qualunque condotta e/o azione comportamentale che, sebbene legale, possa danneggiare l’immagine e/o l’onorabilità del Partito al quale appartengono.

Articolo 10 – Verifica dello status e sanzioni
Tutti gli Iscritti hanno l’obbligo di rivedere costantemente il proprio status giuridico (ad esempio controllare se non siano subentrati eventuali conflitti di interesse, ecc.) affinché rimanga compatibile con il presente Codice Etico. Gli Iscritti hanno il dovere di comunicare alla Direzione Nazionale, senza ritardo, la presenza di eventuali conflitti di interesse. Si applica quanto previsto dall’articolo 15 dello Statuto.

ALLEGATO 1
CARTA D’IDENTITA’ DI ITALIA UNICA

Io siamo

Io siamo la fiducia in un futuro migliore per tutti noi italiani;
Io siamo l’impegno a lavorare, in prima persona e insieme, per un benessere sostenibile, una democrazia più forte e maggiori opportunità per ognuno;
Io siamo la volontà di rigenerare le Istituzioni sulla base di un rinnovato patto di lealtà e con la forza dei valori della Costituzione;
Io siamo la politica che sceglie di tornare al suo ruolo di servizio, con la guida di persone coraggiose e competenti;
Io siamo le donne e gli uomini, gli anziani e i giovani, le famiglie e le comunità che vogliono combattere le prepotenze dei partiti, che lavorano per rafforzare la socialità e l’economia del dono, che vogliono imprese più forti e cittadini più liberi di scegliere;
Io siamo un popolo orgoglioso delle proprie radici che investe in cultura, solidarietà e saggezza.

Io siamo… la Persona

Le famiglie, la donna, il futuro, la saggezza.
Io siamo una persona, una donna, un uomo, i bambini, i nostri anziani. Io siamo le persone che hanno desiderio di futuro, che cadono e si rialzano, che costruiscono con l’intelligenza delle menti e delle mani, che amano e che lottano per la felicità propria e altrui, che credono nella famiglia e nella saggezza di cui è depositaria. Per questo noi ci impegniamo a costruire un’Italia incentrata sulla persona, sulla sua dignità, sul suo pensiero e sulla sua opera. Un’Italia che tuteli l’iniziativa privata a favore del progresso e nel rispetto della comunità. Un Paese aperto, che dia alla persona gli strumenti per realizzarsi, che preservi le sue radici culturali ma che incarni solidarietà e integrazione.

Questa è Italia Unica, fatta da italiani unici.

Io siamo… la Libertà
Che sarà la nostra responsabilità e la nostra forza.

Io siamo gli uomini e le donne che amano la libertà e che di essa si nutrono. Io siamo la libertà di fare e di essere, la libertà con gli altri e per fare insieme agli altri, la libertà dalle ingiustizie e la libertà di sbagliare. Io siamo la libertà di decidere e di scommettere sulla propria vita. Per questo ci impegniamo a costruire un’Italia che garantisca in ogni momento la libertà dei suoi cittadini, la loro intraprendenza, il loro desiderio di esprimersi e contribuire al bene comune e che garantisca la sicurezza di tutti, contrastando efficacemente ogni violenza pubblica e privata.

Questa è Italia Unica, fatta da italiani che amano la libertà.

Io siamo… il Merito
Diventerà il nostro orgoglio.

Io siamo persone che concorrono, ognuna con le proprie capacità, al bene comune e pretendono la valorizzazione dei meriti di ciascuno. Per questo ci impegniamo a costruire un’Italia che premi il merito così da elevare il comune patrimonio umano, culturale, tecnologico e imprenditoriale, anche per evitare che chi eccelle debba fuggire senza ritorno dal nostro Paese. Un’Italia in cui imparare ad imparare sia l’obiettivo della scuola, dell’università e della ricerca, dove l’educazione sia anche e soprattutto civica. Un’Italia che assicuri il sostegno alle persone più meritevoli e che rifiuti qualunque forma di clientelismo e di nepotismo.

Questa è Italia Unica, fatta di italiani che mettono in gioco il loro talento.

Io siamo… il Lavoro
Per assicurare a tutti la dignità.

Io siamo gli uomini e le donne che vogliono lavorare per costruire un futuro migliore, giovani e meno giovani, lavoratori autonomi, imprenditori, artigiani, agricoltori e tutto quel tessuto creativo e innovativo che è nostro patrimonio unico. Io siamo tutti coloro che aspirano a realizzare se stessi e a contribuire alla crescita della società, anche i molti che oggi non riescono a farlo perché lontani dal lavoro o inappagati. Per questo ci impegniamo a costruire un’Italia che garantisca uno sviluppo sostenibile. Un’Italia che dia le opportunità, le soddisfazioni e la dignità che solo il lavoro può offrire ugualmente a uomini e donne, valorizzando le persone nell’impresa, nei mestieri, nel no-profit e nella pubblica amministrazione, ma allo stesso tempo tutelando l’opera silenziosa e vitale dell’economia domestica e del volontariato.

Questa è Italia Unica, fatta di italiani che mandano avanti l’Italia.

Io siamo… la Legalità
E la ricerca continua della giustizia.

Io siamo il rifiuto delle ingiustizie, della corruzione e dell’illegalità e l’intolleranza nei confronti della lentezza del sistema giudiziario. Io siamo il rispetto della legge, delle regole della nostra comunità perché la certezza del diritto è la base di ogni convivenza civile. Io siamo la ricerca di leggi al passo con i tempi, capaci di realizzare giustizia in un mondo in continua evoluzione. Per questo ci impegniamo a costruire un’Italia profondamente rinnovata nell’amministrazione della giustizia, che rispetti e valorizzi le forze dell’ordine e la magistratura, un’Italia che prenda decisioni rapide e giuste a tutela dei cittadini e delle imprese che esigono tempi certi per la riparazione dei torti e la soluzione delle controversie. E soprattutto, un’Italia sicura e rispettosa dei diritti e dei doveri, un’Italia nella quale vogliamo vivere e far crescere i nostri figli.

Questa è Italia Unica, fatta da italiani che rispettano il valore della giustizia.

Io siamo… la Semplicità
Il primo requisito per aver fiducia.

Io siamo la semplicità e la trasparenza per le famiglie e le imprese che oggi vivono il peso della complessità inutile e della burocrazia paralizzante. Io siamo la chiarezza delle responsabilità in tutti i processi decisionali e autorizzativi. Per questo ci impegniamo a costruire un’Italia più facile, non per banalizzare i problemi ma per affrontarli in profondità. Un’Italia che responsabilizzi chi decide, soprattutto dei beni comuni, chiedendo conto di ciò che viene o non viene fatto. Un’Italia che riduca il campo dell’intermediazione pubblica e il perimetro dello Stato e degli enti locali nell’economia e che premi l’autorganizzazione delle comunità. Un’Italia con modelli decisionali più trasparenti e agili, che usi le tecnologie per migliorare il servizio alle famiglie e alle imprese. Un’Italia libera dal peso indebito dei partiti.

Questa è Italia Unica, fatta da italiani che credono nella trasparenza.

Io siamo… la Bellezza
Da amare e coltivare.

Io siamo l’amore per la bellezza, quella che ci rende profondamente unici. Io siamo un Paese con tesori naturali, artistici, storici e architettonici unici da difendere e valorizzare infinitamente di più. Io siamo tante culture, professionalità diverse e una creatività unica al mondo, un patrimonio di valore inestimabile, in grado di restituire ai cittadini, alle comunità e ai territori l’orgoglio di essere italiani. Per questo ci impegniamo a costruire un’Italia che cresca grazie al suo patrimonio ambientale e culturale e nel rispetto di esso. Un’Italia che con la bellezza, la cultura, l’arte e lo stile possa continuare a stupire e vincere la competizione globale.

Questa è Italia Unica, fatta da italiani e dal loro genio.

Io siamo… il Coraggio
Per andare avanti insieme senza paura.

Io siamo un esempio di forza e integrità per fare le cose che reputiamo giuste, anche quando bisogna sfidare l’impopolarità o si devono affrontare i problemi da cui tutti sfuggono. Io siamo lo slancio per guardare avanti senza paura e così disegnare un futuro come l’Italia si merita, senza pregiudizi, condizionamenti o limiti alle soluzioni che si possono individuare. E lo vogliamo fare insieme, mobilitando le persone su un grande progetto-Paese di libertà e di merito. Per questo ci impegniamo a costruire un’Italia che abbia il coraggio di esprimere, condividere e realizzare i propri sogni, di confrontarsi con i migliori al mondo e di tentare strade nuove per affrontare problemi e opportunità inedite.
Questa è Italia Unica, fatta da italiani coraggiosi.

Io siamo… L’Europa
Protagonisti di un mondo che cambia con noi.

Io siamo la nostra storia, millenni di italianità che hanno posto le basi per tutta la civiltà Occidentale ed europea. Io siamo l’antica Roma, il Cristianesimo, l’Umanesimo, il Rinascimento letterario, artistico e politico, il fulcro del pensiero occidentale per 2000 anni. Io siamo la “bella complessità” dell’Italia, un mosaico di idee, esperienze, tensioni che l’hanno resa il centro di un’Europa unica. Per questo ci impegniamo a costruire un’Europa migliore e diversa che non sia solo un’unione burocratica ma politica nel vero senso della parola. Un Europa giusta, efficiente, coesa. Un’Europa che si interessi maggiormente degli uomini e delle donne che la popolano, che oltre a essere una formidabile macchina di pace diventi anche una potente macchina di benessere e crescita, di solidarietà tra i popoli, di difesa internazionale e sostenibilità globale. In questo modo torneremo a essere protagonisti rispettati nel mondo, perché l’Europa siamo noi.

Questa è Italia Unica, fatta da italiani orgogliosi di essere italiani ed europei.

ALLEGATO 2
RIFERIMENTI UTILI AI TESTI DI LEGGE RICHIAMATI NEL CODICE ETICO

DECRETO LEGISLATIVO 6 settembre 2011, n. 159
Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136. (11G0201)

Art. 4
Soggetti destinatari

[…]
a) agli indiziati di appartenere alle associazioni di cui all’articolo 416-bis c.p. [associazioni di tipo mafioso, ndr];
b) ai soggetti indiziati di uno dei reati previsti dall’articolo 51, comma 3-bis, del codice di procedura penale ovvero del delitto di cui all’articolo 12-quinquies, comma 1, del decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1992, n. 356 [cioè il trasferimento fraudolento e possesso ingiustificato di valori, ndr];

I delitti di cui all’Articolo 51, commi 3-bis e 3-quater, del codice di procedura penale sono i delitti, consumati o tentati, di cui agli articoli
– 416 sesto e settimo comma (cioè associazione a delinquere per prostituzione minorile o pornografia minorile, ndr),
– 416 come associazione a delinquere realizzata allo scopo di commettere delitti previsti dagli articoli 473 e 474 – reati di contraffazione, 600, 601, 602 – reati di schiavitù e tratta di persone, 416-bis – associazione di tipo mafioso, e 630 – sequestro di persona, del codice penale - ,
– i delitti commessi avvalendosi delle condizioni previste dal predetto articolo 416-bis ovvero al fine di agevolare l’attività delle associazioni previste dallo stesso articolo,
– i delitti previsti dall’articolo 74 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309 – Associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope, dall’articolo 291-quater del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43 – associazione per delinquere finalizzata al contrabbando di tabacchi lavorati esteri, e dall’articolo 260 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 – traffico illecito di rifiuti
– i delitti consumati o tentati con finalita’ di terrorismo.

CODICE PENALE
LIBRO SECONDO
DEI DELITTI IN PARTICOLARE


TITOLO II

Dei delitti contro la Pubblica Amministrazione

Capo I
Dei delitti dei pubblici ufficiali contro la Pubblica Amministrazione

Art. 314.
Peculato.
Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che, avendo per ragione del suo ufficio o servizio il possesso o comunque la disponibilità di danaro o di altra cosa mobile altrui, se ne appropria, è punito con la reclusione da quattro a dieci anni. Si applica la pena della reclusione da sei mesi a tre anni quando il colpevole ha agito al solo scopo di fare uso momentaneo della cosa, e questa, dopo l’uso momentaneo, è stata immediatamente restituita.

Art. 316.
Peculato mediante profitto dell’errore altrui.
Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, il quale, nell’esercizio delle funzioni o del servizio, giovandosi dell’errore altrui, riceve o ritiene indebitamente, per sé o per un terzo, denaro od altra utilità, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.

Art. 316-bis.
Malversazione a danno dello Stato.
Chiunque, estraneo alla pubblica amministrazione, avendo ottenuto dallo Stato o da altro ente pubblico o dalle Comunità europee contributi, sovvenzioni o finanziamenti destinati a favorire iniziative dirette alla realizzazione di opere od allo svolgimento di attività di pubblico interesse, non li destina alle predette finalità, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni.

Art. 316-ter.
Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato.
Salvo che il fatto costituisca il reato previsto dall’articolo 640-bis, chiunque mediante l’utilizzo o la presentazione di dichiarazioni o di documenti falsi o attestanti cose non vere, ovvero mediante l’omissione di informazioni dovute, consegue indebitamente, per sé o per altri, contributi, finanziamenti, mutui agevolati o altre erogazioni dello stesso tipo, comunque denominate, concessi o erogati dallo Stato, da altri enti pubblici o dalle Comunità europee è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.
Quando la somma indebitamente percepita è pari o inferiore a euro 3.999,96 si applica soltanto la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da euro 5.164 a euro 25.822. Tale sanzione non può comunque superare il triplo del beneficio conseguito.

Art. 317.
Concussione.
Il pubblico ufficiale che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, costringe taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o a un terzo, denaro o altra utilità è punito con la reclusione da sei a dodici anni.

Art. 317-bis.
Pene accessorie.

La condanna per il reato di cui agli articoli 314 e 317, 319 e 319 ter (1) importa l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Nondimeno, se per circostanze attenuanti viene inflitta la reclusione per un tempo inferiore a tre anni, la condanna importa l’interdizione temporanea.

Art. 318.
Corruzione per l’esercizio della funzione.
Il pubblico ufficiale che, per l’esercizio delle sue funzioni o dei suoi poteri, indebitamente riceve, per sé o per un terzo, denaro o altra utilità o ne accetta la promessa è punito con la reclusione da uno a cinque anni.

Art. 319.
Corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio.
Il pubblico ufficiale che, per omettere o ritardare o per aver omesso o ritardato un atto del suo ufficio, ovvero per compiere o per aver compiuto un atto contrario ai doveri di ufficio, riceve, per sé o per un terzo, denaro od altra utilità, o ne accetta la promessa, è punito con la reclusione da quattro a otto anni. (1)

Art. 319-bis.
Circostanze aggravanti.
La pena è aumentata se il fatto di cui all’art. 319 ha per oggetto il conferimento di pubblici impieghi o stipendi o pensioni o la stipulazione di contratti nei quali sia interessata l’amministrazione alla quale il pubblico ufficiale appartiene.

Art. 319-ter.
Corruzione in atti giudiziari.
Se i fatti indicati negli articoli 318 e 319 sono commessi per favorire o danneggiare una parte in un processo civile, penale o amministrativo, si applica la pena della reclusione da quattro a dieci anni. (1)
Se dal fatto deriva l’ingiusta condanna di taluno alla reclusione non superiore a cinque anni, la pena è della reclusione da cinque (2) a dodici anni; se deriva l’ingiusta condanna alla reclusione superiore a cinque anni o all’ergastolo, la pena è della reclusione da sei a venti anni.

Art. 319-quater.
Induzione indebita a dare o promettere utilità.
Salvo che il fatto costituisca più grave reato, il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, induce taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o a un terzo, denaro o altra utilità è punito con la reclusione da tre a otto anni.
Nei casi previsti dal primo comma, chi dà o promette denaro o altra utilità è punito con la reclusione fino a tre anni.

Art. 320.
Corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio.
Le disposizioni degli articoli 318 e 319 si applicano anche all’incaricato di un pubblico servizio.
In ogni caso, le pene sono ridotte in misura non superiore a un terzo.

Art. 321.
Pene per il corruttore.
Le pene stabilite nel primo comma dell’articolo 318, nell’articolo 319, nell’articolo 319-bis, nell’art. 319-ter, e nell’articolo 320 in relazione alle suddette ipotesi degli articoli 318 e 319, si applicano anche a chi dà o promette al pubblico ufficiale o all’incaricato di un pubblico servizio il denaro od altra utilità.

Art. 322.
Istigazione alla corruzione.
Chiunque offre o promette denaro od altra utilità non dovuti ad un pubblico ufficiale o ad un incaricato di un pubblico servizio, per l’esercizio delle sue funzioni o dei suoi poteri, soggiace, qualora l’offerta o la promessa non sia accettata, alla pena stabilita nel primo comma dell’articolo 318, ridotta di un terzo.
Se l’offerta o la promessa è fatta per indurre un pubblico ufficiale o un incaricato di un pubblico servizio ad omettere o a ritardare un atto del suo ufficio, ovvero a fare un atto contrario ai suoi doveri, il colpevole soggiace, qualora l’offerta o la promessa non sia accettata, alla pena stabilita nell’articolo 319, ridotta di un terzo.
La pena di cui al primo comma si applica al pubblico ufficiale o all’incaricato di un pubblico servizio che sollecita una promessa o dazione di denaro o altra utilità per l’esercizio delle sue funzioni o dei suoi poteri.
La pena di cui al secondo comma si applica al pubblico ufficiale o all’incaricato di un pubblico servizio che sollecita una promessa o dazione di denaro od altra utilità da parte di un privato per le finalità indicate dall’articolo 319.

Art. 322-bis.
Peculato, concussione, induzione indebita dare o promettere utilità, corruzione e istigazione alla corruzione di membri degli organi delle Comunità europee e di funzionari delle Comunità europee e di Stati esteri.
Le disposizioni degli articoli 314, 316, da 317 a 320 e 322, terzo e quarto comma, si applicano anche:
1) ai membri della Commissione delle Comunità europee, del Parlamento europeo, della Corte di Giustizia e della Corte dei conti delle Comunità europee;
2) ai funzionari e agli agenti assunti per contratto a norma dello statuto dei funzionari delle Comunità europee o del regime applicabile agli agenti delle Comunità europee;
3) alle persone comandate dagli Stati membri o da qualsiasi ente pubblico o privato presso le Comunità europee, che esercitino funzioni corrispondenti a quelle dei funzionari o agenti delle Comunità europee;
4) ai membri e agli addetti a enti costituiti sulla base dei Trattati che istituiscono le Comunità europee;
5) a coloro che, nell’ambito di altri Stati membri dell’Unione europea, svolgono funzioni o attività corrispondenti a quelle dei pubblici ufficiali e degli incaricati di un pubblico servizio;
5-bis) ai giudici, al procuratore, ai procuratori aggiunti, ai funzionari e agli agenti della Corte penale internazionale, alle persone comandate dagli Stati parte del Trattato istitutivo della Corte penale internazionale le quali esercitino funzioni corrispondenti a quelle dei funzionari o agenti della Corte stessa, ai membri ed agli addetti a enti costituiti sulla base del Trattato istitutivo della Corte penale internazionale.
Le disposizioni degli articoli 319-quater, secondo comma, 321 e 322, primo e secondo comma, si applicano anche se il denaro o altra utilità è dato, offerto o promesso:
1) alle persone indicate nel primo comma del presente articolo;
2) a persone che esercitano funzioni o attività corrispondenti a quelle dei pubblici ufficiali e degli incaricati di
un pubblico servizio nell’ambito di altri Stati esteri o organizzazioni pubbliche internazionali, qualora il fatto sia commesso per procurare a sé o ad altri un indebito vantaggio in operazioni economiche internazionali ovvero al fine di ottenere o di mantenere un’attività economica finanziaria.
Le persone indicate nel primo comma sono assimilate ai pubblici ufficiali, qualora esercitino funzioni corrispondenti, e agli incaricati di un pubblico servizio negli altri casi.

Art. 323.
Abuso di ufficio.
Salvo che il fatto non costituisca un più grave reato, il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico sevizio che, nello svolgimento delle funzioni o del servizio, in violazione di norme di legge o di regolamento, ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto è punito con la reclusione da uno a quattro anni.
La pena è aumentata nei casi in cui il vantaggio o il danno hanno un carattere di rilevante gravità.

Art. 323-bis.
Circostanza attenuante.
Se i fatti previsti dagli articoli 314, 316, 316-bis, 316-ter, 317, 318, 319, 319-quater, 320, 322, 322-bis e 323 sono di particolare tenuità, le pene sono diminuite.

Art. 325.
Utilizzazione d’invenzioni o scoperte conosciute per ragione d’ufficio.
Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che impiega, a proprio o altrui profitto, invenzioni o scoperte scientifiche, o nuove applicazioni industriali, che egli conosca per ragione dell’ufficio o servizio, e che debbano rimanere segrete, è punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa non inferiore a euro 516.

Art. 326.
Rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio.
Il pubblico ufficiale o la persona incaricata di un pubblico servizio, che, violando i doveri inerenti alle funzioni o al servizio, o comunque abusando della sua qualità, rivela notizie d’ufficio, le quali debbano rimanere segrete, o ne agevola in qualsiasi modo la conoscenza, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.
Se l’agevolazione è soltanto colposa, si applica la reclusione fino a un anno.
Il pubblico ufficiale o la persona incaricata di un pubblico servizio, che, per procurare a sé o ad altri un indebito profitto patrimoniale, si avvale illegittimamente di notizie d’ufficio, le quali debbano rimanere segrete, è punito con la reclusione da due a cinque anni. Se il fatto è commesso al fine di procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto non patrimoniale o di cagionare ad altri un danno ingiusto, si applica la pena della reclusione fino a due anni.

Art. 331.
Interruzione di un servizio pubblico o di pubblica necessità.
Chi, esercitando imprese di servizi pubblici o di pubblica necessità, interrompe il servizio, ovvero sospende il lavoro nei suoi stabilimenti, uffici o aziende, in modo da turbare la regolarità del servizio, è punito con la reclusione da sei mesi a un anno e con la multa non inferiore a euro 516 .
I capi, promotori od organizzatori sono puniti con la reclusione da tre a sette anni e con la multa non inferiore a euro 3.098.
Si applica la disposizione dell’ultimo capoverso dell’articolo precedente.

Art. 334.
Sottrazione o danneggiamento di cose sottoposte a sequestro disposto nel corso di un procedimento penale o dall’autorità amministrativa.
Chiunque sottrae, sopprime, distrugge, disperde o deteriora una cosa sottoposta a sequestro disposto nel corso di un procedimento penale o dall’autorità amministrativa e affidata alla sua custodia, al solo scopo di favorire il proprietario di essa, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 51 a euro 516.
Si applicano la reclusione da tre mesi a due anni e la multa da euro 30 a euro 309 se la sottrazione, la soppressione, la distruzione, la dispersione o il deterioramento sono commessi dal proprietario della cosa affidata alla sua custodia.
La pena è della reclusione da un mese ad un anno e della multa fino a euro 309, se il fatto è commesso dal proprietario della cosa medesima non affidata alla sua custodia.

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